Formula della variazione percentuale
Per misurare quanto un valore è cresciuto o diminuito rispetto alla situazione iniziale, usa:
Variazione % = (valore finale − valore iniziale) ÷ |valore iniziale| × 100
Il valore iniziale è la base del confronto. Le barre verticali indicano il valore assoluto e mantengono leggibile il segno della variazione anche quando si lavora con numeri negativi.
Esempio di aumento
Un prezzo passa da 80 a 100. La differenza è 20; dividendo 20 per 80 ottieni 0,25. Moltiplicando per 100, la variazione è +25%.
Esempio di diminuzione
Gli accessi passano da 500 a 425. La differenza è −75. Il calcolo −75 ÷ 500 × 100 produce −15%, cioè una diminuzione del 15%.
Differenza assoluta e variazione percentuale
La differenza assoluta conserva l’unità di misura: 20 euro, 75 visite o 4 chilogrammi. La variazione percentuale rapporta quella differenza alla base iniziale, permettendo confronti tra fenomeni di dimensioni diverse.
Un incremento di 10 unità è molto significativo se si parte da 20, ma marginale se si parte da 10.000. Nel primo caso equivale al 50%, nel secondo allo 0,1%.
Differenza percentuale simmetrica
In alcuni contesti scientifici si confrontano due misure senza considerare una delle due come punto di partenza. Si usa allora la differenza percentuale rispetto alla media dei valori. Questo strumento calcola invece la variazione nel tempo, dove il valore iniziale è il riferimento corretto.
Perché il percorso inverso cambia percentuale
Da 80 a 100 l’aumento è del 25%; da 100 a 80 la diminuzione è del 20%. La differenza assoluta è sempre 20, ma la base cambia. È uno dei motivi per cui valore iniziale e finale non devono essere invertiti.